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Finti succhi e acqua tonica per i negozietti etnici milanesi: bloccati dalla finanza

La merce contraffatta era potenzialmente cancerogena, con quantità illegali di anidride solforosa, coloranti artificiali e acidi

I succhi sequestrati

Ottanta tonnellate di alimenti e bevande contraffatte e nocive per la salute stipati in 6 container provenienti dall’Egitto: la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle dogane li hanno intercettati al porto di Pra’-Voltri (Genova) negli ultimi mesi, riuscendo a risalire sia all’importatore sia alla rete di distruzione e ottenendo per gran parte del quantitativo un provvedimento di sequestro e successiva distruzione da parte del Dipartimento della Salute della Regione Liguria. Erano diretti nel Milanese, da dove sarebbero stati smistati nei negozietti etnici.

Gran parte del carico - intercettato tra febbraio e maggio del 2018 - conteneva succhi di frutta dell’azienda austriaca Bravo, destinati non solo ai discount della grande distribuzione ma anche a bar ed esercizi commerciali: le confezione non soltanto non riportavano data di produzione e scadenza, ma l’etichetta era scritta in arabo e poco chiara. Analizzati dagli uomini delle Dogane, le bevande sono risultate contenere sostanze dannose per la salute, come anidride solforosa, coloranti artificiali e acidi che possono provocare problemi agli occhi, alla pelle e persino tumori. 

Insieme con i succhi (27.600 brick da un litro e mezzo), nei container erano stipate anche bottiglie di bibite marca Schweppes, anch’esse contraffatte, integratori liquidi e conserve sotto spirito, soprattutto limoni. La merce, prodotta negli Emirati Arabi e in Egitto (paese d’origine dell’importatore) era destinata ai negozi etnici, principalmente egiziani: il carico era diretto alla sede lombarda dell’azienda, a Rozzano, da dove sarebbe stata poi smistata. L’importatore, con precedenti per reati fiscali, è anche titolare di un sito di e-commerce dove è possibile acquistare i prodotti, su cui la Guardia di Finanza genovese non può però intervenire perché basato su server stranieri. L'uomo è stato denunciato per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e commercio di sostanze alimentari nocive e gli è stata elevata una multa da oltre 100mila euro.

«L’indagine è partita dall’intercettazione del primo carico di succhi di frutta, che da subito sono apparsi sospesi nonostante che l’importatore si definisse distributore ufficiale del marchio austriaco - ha spiegato il colonnello Mario Piccinni, comandante del secondo gruppo della Guardia di Finanza di Genova - Da lì, coordinandoci con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, abbiamo ampliato i controlli scoprendo che la merce non solo era contraffatta e mal etichettata, ma anche dannosa per la salute. Abbiamo elevato sanzioni amministrative pari a 115mila euro, e contestato anche il reato di contraffazione in danno alla salute pubblica, che prevede pene sino a 12 anni di carcere».

Il produttore austriaco Bravo ha già preso le distanze da quanto accaduto, sottolineando che i prodotti contraffatti sono immediatamente riconoscibili per le differenze rispetto a quelli autentici: la forma del cartone di succo è rettangolare, e non arrotondata come quelli “tarocchi”, e i paesi di provenienza dei prodotti sono esclusivamente Austria, Serbia, Ungheria ed Emirati Arabi.

«È importante sottolineare il luogo in cui operiamo - ha detto Gaetano Sferlazza, funzionario dell’Agenzia delle Entrate - I porti di Sampierdarena e di Pra’-Voltri si trovano su una sorta di linea di confine, e il nostro lavoro consente di bloccare in partenza la diffusione e la distribuzione di merce contraffatta e nociva sul territorio».

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