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Il piromane della chiesa di Rozzano va in carcere: maltrattamenti in famiglia, denunciato dai genitori

Il giovane aveva appiccato due volte il fuoco in una chiesa storica di Rozzano minacciando il parroco: «La trasformo in Notre-Dame»

La chiesa

E' stato arrestato il ragazzo di 20 anni che per due volte ha appiccato un incendio nella storica chiesa di Sant'Ambrogio a Rozzano Vecchio, minacciando il parroco, don Roberto, e costringendolo a tenere chiuso l'edificio quando non c'è Messa. Il primo tentativo fu messo a segno nel mese di giugno, quando il giovane tentò di rubare offerte e poi bruciò la tovaglia dell'altare, provocando in quell'occasione pochi danni.

I carabinieri lo catturarono e poi lo lasciarono in libertà: il 20enne avrebbe infatti seri problemi di droga. Ma il giovane tornò alla carica il 3 settembre, portando con sé dell'alcol e appiccando il fuoco. Un gesto premeditato. E che questa volta fece diversi danni, rischiando anche di intaccare un affresco della scuola di Bernardino Luini.

Sinistra ed esplicita la minaccia al parroco: «Te la faccio diventare come Notre-Dame». Il terribile incendio che ha colpito la cattedrale parigina, facendo crollare il tetto, è ancora nella memoria di tutti. Data la situazione, il sacerdote ha deciso (d'accordo con la Curria) di prevenire ogni rischio tenendo chiusa la chiesa in orari lontani dalle Messe, perché troppo alto era il pericolo per un edificio del '500 la cui "ossatura" risale addirittura al decimo secolo.

La chiesa di Rozzano presa di mira

«Il ragazzo ha anche confessato, ridendomi in faccia, di aver urinato nell’acquasantiera, mentre in un’altra occasione ha avvicinato un’anziana in preghiera cercando di rubarle dei soldi», aveva commentato il sacerdote ai microfoni di MilanoToday: «Questa chiesa contiene opere preziose datate tra il 1500 e il 1700. Quadri, affreschi e sculture che vanno assolutamente preservate. Per questo sono costretto a tenere chiusa la parrocchia quando non ci sono funzioni religiose. Alle autorità chiedo solo che si faccia qualcosa per aiutare questa persona a risolvere i suoi evidenti problemi psichici».

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Per il giovane si sono ora aperte le porte del carcere. Ma non per gli incendi in chiesa, per i quali i magistrati non avevano disposto custodie cautelari, bensì per maltrattamenti in famiglia, reato per il quale è stato denunciato dai suoi genitori. Così il ventenne è in carcere in attesa che il magistrato lo trasferisca in una comunità. 

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